Ormai sapete quanto amo osservare il sole e condividere con voi la bellezza dell’attività della nostra stella.
Osservare il Sole in luce bianca (come in foto) poi ci permette di studiare meglio la forma e l’aspetto delle macchie solari.
Come avevo descritto ampiamente nel post del 2 ottobre l’aspetto di queste regioni di macchie solari è fondamentale per prevederne anche l’attività.
Le macchie solari (per chi ancora non le conosce) sono regioni della superficie del sole con fortissima attività magnetica che hanno condizioni di temperatura molto minori delle zone circostanti.
Come vi racconto da tempo, anche nei miei spettacoli astronomici, le vediamo nere solo perché hanno temperature “minori” rispetto alle zone circostanti.
Parliamo di regioni a circa 3700°C rispetto alle zone circostanti che raggiungono anche 5700 °C.
Ogni giorno OGNI GRUPPO DI MACCHIE SOLARI RICEVE UN NUMERO (es. 4236) dai metereologi spaziali con una classificazione magnetica e una classificazione della macchia
La classificazione porta una lettera greca che va da ALFA a DELTA a seconda della grandezza e della complessità. Per capirci le Delta sono le più complesse, le più attive e in grado di produrre i brillamenti solari più intensi.
Nei miei schemi vi metterò in evidenza sempre quelle classificate come BETA-GAMMA in giallo e BETA-GAMMA-DELTA in rosso per capirci.
Le macchie delta durano di meno delle altre ma sono quelle che creano gli spettacoli più imponenti, la maggior parte delle volte dopo una rotazione del Sole.
Come vedete le regioni che ci mostra il sole in questi giorni sono particolarmente interessanti per questo le terremo particolarmente sotto controllo.
Buon Sole a tutti e ci vediamo oggi pomeriggio in planetario

