Diario delle osservazioni del 1 Agosto 2026

🔭 Carissime e carissimi amanti del cielo stellato e delle meraviglie dell’Universo, buongiorno.

Ieri sera era proprio una serata che prometteva veramente male per le osservazioni al telescopio ma che lentamente si è trasformata un una straordinaria notte piena di tesori del Cielo da scovare.

Tutto inizia con un cielo nuvoloso tanto che a momenti neanche la luna si riusciva a vedere ma la sua luce che trapelava dietro le nuvole.

Ci stavo per rinunciare, ma come sapete il Dottor Stellarium non si scoraggia e quindi ho aspettato un po’ anche perché avevo un piano ben preciso:  perlustrare le zone intorno al Cigno per tuffarmi nel cielo profondo alla scoperta delle stelle più giovani.

Un programmino non male visto quello che ci regalano quelle regioni del cielo.

Quando, ad un certo punto, si è aperto il gruppo di nuvole che coprivano la luna si è mostrata in tutta la sua bellezza e l’ho potuta fotografare al telescopio in quell’immagine che vi ho condiviso stamattina nell’almanacco

A quel punto tutto era pronto per la serata di osservazioni con un programma ben preciso che si è arricchito di una sorpresa di cui vi parlerò . Questo lo schema dei corpi celesti osservati.

Per scaldare i motori ho provato subito a puntare un grande classico Albireo la testa del Cigno. Si vedono le due stelle di due colori evidentemente differenti, una piccola azzurra e una grande arancione. È una stella Gigante arancione 50 volte più grande del Sole. La seconda è una stella bianco azzurra 2.3 volte più grande del  Sole. Una grande differenza. La loro distanza è di circa 30 anni luce quindi molto molto distanti anche se apparentemente sembrano molto vicine.

Il colore di queste due stelle ci mostra una stella molto anziana più fredda apparentemente vicina ad una stella giovane e molto calda. Praticamente un cucciolo stallare vicino ad una stella anziana. Nonna e nipotina vicine tra loro 

Le stelle nascono all’interno di bellissime nubi di gas che chiamiamo nebulose di formazione stellare e da piccole non amano stare da sole. Tanto che le troviamo in bellissimi ammassi, come le Pleiadi, che chiamiamo ammassi aperti

Dalle parti della costellazione del Cigno ce ne sono alcuni veramente speciali come M29. Un gruppo di stelle giovanissime molto vicine tra loro.

È un oggetto speciale che troppe volte non viene considerato per la sua bellezza. Stiamo parlando di un ammasso distante 6.000–7.200 anni luce da noi, con un’età di 10 milioni di anni, formata da circa 50-60 stelle ma che , anche se poche, si fanno certamente notare.

Spostando il telescopio più in alto rispetto a Deneb, cosa del cigno, ecco che riusciamo a scovare un altro ammasso aperto molto bello da ammirare: M39. Se vi capitasse di osservarlo in una notte serena, senza troppo inquinamento di luce, riuscireste a vederlo come una piccola macchia di luce chiara.

È un ammasso vicino (relativamente) si trova a “solo” 820 anni luce di distanza da noi e rispetto all’ammasso m 29 è molto più antico. Tra i 230 e i 300 milioni di anni fa.

C’è chi lo definisce un ammasso giovane adulto, quindi non proprio giovanissimo come M29 ma ancora pieno di stelle calde.

A differenza dell’altro ammasso ha perso molte delle stelle blu originarie ed è parzialmente disperso. Probabilmente tra qualche centinaio di milioni di anni non lo riconosceremo più come un ammasso.

A questo punto tra tutte queste storie di stelle giovani mi è venuta la voglia di cercare qualcosa di particolare.

Ho abbassato il telescopio fino al collo del cigno per intercettare qualcosa di veramente speciale, una bolla di vento stellare che ci racconta invece gli estremi opposti della vita di una stella, in un esempio da manuale: la Nebulosa Crescente in sigla NGC 6888.

Un capolavoro dell’Universo.

Siamo di fronte ad una stella Wolf Rayet (WR) una delle stelle più rare e più violente dell’universo che ha stappato via il suo involucro di gas con venti stellari potentissimi.

Siamo parlando di stelle luminosissime, caldissime e molto instabili. Quando le osserviamo sappiamo già quale è il loro destino: esplodere entro poco tempo in una bellissima Supernova

Oltre alla stella luminosissima, quello che osserviamo è proprio la massa di gas strappata che si allontana a gran velocità con venti stellari che vanno a velocità che variano tra 1.000 e 3.000 km/s.

Un capolavoro ma soprattutto una rarità nella nostra galassia

Come vedete in un angolo di cielo ripercorriamo dalla giovinezza alla fine della vita di alcuni tipi di stelle speciali.

Per concludere questa bellissima serata di osservazioni ho voluto andare oltre, addirittura oltre la nostra via Lattea per incontrarne un’altra veramente bella, elegante e ricca di sorprese.

È la galassia C12NGC6946 a seconda del catalogo, ma molti la chiamano anche galassia fuochi d’artificio.

Questo titolo è legato ad un vero Guinnes dei primati che la caratterizza. Negli ultimi 100 anni sono state osservate 10 supernovae alcune estremamente luminose.

Ma oltre a queste immense esplosioni che le hanno regalato questo nomignolo ha un’altra caratteristica speciale. Nei suoi bracci a spirale sono stati osservate tantissime nebulose di formazione stellare e vicino al nucleo della galassia sono state notate tantissime stelle giovani molto brillanti.

Tutto questo ina una galassia che ha un diametro poco più della metà di quello della via lattea (circa 58000 anni luce)

Insomma una serata di osservazioni veramente speciale con tante bellissime sorprese. Dai cucciolo stellari alle stelle che terminano la loro esistenza con immense e spettacolari esplosioni.

Ci vediamo alla prossima serata di osservazioni.

Buon Cielo!!!

Dottor Stellarium

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