Alla scoperta dei filamenti della corona solare


Cos’è questo strano sigaro metallico che tengo tra le dita? Una spada spenta di un cavaliere jedi? Un nuovo modello di sigaretta elettronica? Una penna spaziale? Nulla di tutto questo ma un nuovo Telescopio speciale. È il #CoronalImager della NASA, o #missioneHi-C. #Hi-Ctelescope è un telescopio solare montato su un razzo suborbitale che effettua brevi voli nello spazio prima di ricadere sulla Terra. Hi-C ha catturato le immagini che vedete nella parte inferiore della foto nel suo terzo volo dal Missile White Sands. Il telescopio Hi-C ha ingrandito la regione attiva 12712, catturando dei sottili filamenti di materiale solare con estremo dettaglio della parte esterna del #Sole , ovvero la #corona, alla temperature di milioni di gradi. Questi filamenti sono sottili così per dire in quanto sono larghi più di 200 km e se ad altri telescopi appaiono sfocati questo telescopio volante riesce a risolverli con estremo dettaglio. È impressionante vedere che il materiale che costituisce la corona solare abbia una consistenza ben definita ed un aspetto evidente di filamento. Se ricordate quello che vi raccontavo anche ieri e nello spettacolo del sole in #Planetario ognuno di questi filamenti può raggiunge una temperatura di circa un milione di gradi e possono essere lunghi anche migliaia di chilometri. Il telescopio pesa 210 kg ed è lungo 3. Al suo interno ha specchi larghi 24 cm insomma un telescopio che difficilmente potremmo piazzare su un balcone di casa. Per questo e anche per essere meno disturbato nella visione viene montato su razzi che effettuano voli della durata di 10 minuti raggiungendo quota 283km e cattura centinaia di immagini in luce ultravioletta.
È stato cosi possibile vedere per la prima volta la riconnessione magnetica in questi immensi archi di plasma e probabilmente in questo si potrebbe nascondere la principale causa del riscaldamento della corona solare
Ma resta ancora un grande mistero l’esatto meccanismo fisico che sta creando questi immensi filamenti caldi. Studiarne accuratamente il meccanismo potrebbe aiutarci sicuramente a comprendere meglio l’evoluzione anche delle #tempestesolari e come queste potrebbero influenzare la vita sulla #terra

 

 

Dottor Stellarium

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